Mipa

Il MIPA (Movimento Internazionale Parto Attivo), nato e fondato da Piera Maghella nel 1985 a Modena, ha sede a Serle (Brescia) ed opera a livello nazionale ed internazionale nel campo della Nascita.

Il MIPA Centro Studi è diretto da Piera Maghella (Educatrice Perinatale) e Pino Cirullo (Sociologo).

La filosofia di lavoro del MIPA fa riferimento a valori che considerano l’esperienza parto/nascita (gravidanza, parto e puerperio) un evento bio-psico-sociale cioè un’evento che coinvolge fortemente il corpo, le relazioni e la cultura nel quale avviene.

Il MIPA riconosce la centralità della donna, del bambino, della coppia con le proprie competenze e bisogni, ed il diritto di avere in ospedale o a casa un parto “umanizzato”. Un’intensa esperienza umana: con una funzione fisiologica e il suo intrinseco significato affettivo.

….” evitando che una pratica medica esclusivamente tecnica e colpevolmente miope trascuri o ignori aspetti affettivi impliciti nel percorso nascita che vanno invece protetti e conservati a favore della donna, della sua autonomia, della sua capacità e del suo buon rapporto col bambino” …. Umanizzazione, non più un vecchio slogan ma un progetto concreto per cambiare, a partire dalla nascita, il destino dell’uomo nel mondo. (Giuliana Mieli)

Il MIPA promuove il ruolo attivo dei nuovi genitori.

Il MIPA ha organizzato molti corsi di accompagnamento per donne e coppie in gravidanza, incontri per la protezione ed il sostegno all’allattamento, incontri con mamme e bambini.

Il MIPA ha prodotto materiale divulgativo ed informativo sul parto attivo; dal 1986 al 2000 ha pubblicato la rivista trimestrale Nascita Attiva.

Il MIPA organizza e tiene corsi di aggiornamento e formazione per operatori del settore provenienti da tutta Italia.

Il MIPA ha organizzato 504 corsi di formazione presso la propria sede o altri sedi, con 11.986 ore di docenza a 8.992 operatori del settore (80% ostetriche).

I docenti MIPA hanno tenuto 306 corsi di formazione presso le sedi ASL (ospedali e consultori), con 12.870 ore di docenza a 8.266 operatori del settore.

Ha organizzato 43 convegni nazionali ed internazionali.


Il MIPA ed il suo credo:

Il Mipa riconosce che il percorso nascita (gravidanza, parto/nascita, puerperio e mesi successivi) è un processo normale e fisiologico che coinvolge la sfera emozionale ed affettiva con un profondo effetto sulla vita della donne, dei loro bambini e dei loro compagni.

Le donne ed i loro neonati hanno competenze specializzatissime da migliaia di anni. L’orientamento culturale, l’atteggiamento professionale degli operatori coinvolti e le azioni che ne conseguono possono valorizzare o mortificare queste abilità.

Una donna deve poter scegliere dove e come partorire, a casa, in una casa da parto o in ospedale. Un luogo che per essere sicuro ed appropriato deve garantire intimità, rispetto, sostegno, continuità, libertà, informazione, possibilità di scelta ed appropriatezza delle cure assistenziali.

Una donna ed il suo compagno devono poter ricevere informazioni sui benefici, rischi e dubbi,  rispetto ai controlli, esami e procedure che vengono offerti ed eseguiti durante tutto il percorso.

Tutte le procedure e gli interventi che vengono fatti devono avere precise e specifiche indicazioni e non proposti di routine.

Ciascun operatore coinvolto è responsabile della qualità dell’assistenza e del sostegno che offre. L’ostetrica è l’operatore che meglio può accompagnare ed assistere una gravidanza, un parto ed un puerperio fisiologico e normale.

Le azioni, i tempi, gli spazi, le procedure dovrebbero sostenere innanzitutto i bisogni ed il benessere della donna e del neonato anziché privilegiare l’organizzazione del lavoro, della struttura ed interessi privati.

Il modello di assistenza che promuove e protegge la normalità del percorso è il più appropriato per la maggior parte delle donne e dei neonati. Tale modello prevede continuità di assistenza da parte di piccoli gruppi di ostetriche che possono così offrire un’assistenza personalizzata dalla gravidanza fino ai primi mesi di vita del bambino.

Il bimbo alla nascita ha una spiccata sensibilità, competenze e bisogni che devono essere rispettati, favoriti e soddisfatti.

Il coinvolgimento del padre ed il sostegno dei suoi bisogni rafforza la sua partecipazione attiva, un precoce bonding e migliora la relazione della triade.

L’allattamento è la norma biologica ed affettiva per il bambino. In una cultura di valorizzazione delle competenze materne l’allattamento è un processo di empowerment per la donna e di appagamento affettivo per il bambino.

Riconoscere i molteplici cambiamenti che l’arrivo di un bimbo porta stimola a trovare risorse e strategie per dare continuità, sostegno pratico e creare uno spazio sociale tra mamme.